Referendum Info Point

BENVENUTO sul nuovo sito degli Attivisti!

I Rappresentanti delle Realtà Operative sul Referendum e sul DDLMagi/Perantoni si riuniscono insieme agli Attivisti per creare un Nuovo Fronte Compatto per cambiare la legge in Italia, ponendosi come primo obiettivo gli emendamenti al DDL in commissione giustizia al fine di renderlo completo sulla linea del Manifesto Collettivo, e come obiettivo focale la votazione referendaria del 2022.

Qui troverai tutte le risposte alle tue domande sul #ReferendumCannabis direttamente dal Comitato Promotore di cui facciamo orgogliosamente parte!

Hai dubbi che non trovi risolti in questa pagina? Scrivici sul gruppo Telegram UNITED ACTIVISTS!

Per quanto riguarda il “dopo” raccolta firme e la preparazione dell’eventuale campagna referendaria seguiranno informazioni.

Per firmare: www.referendumcannabis.it

  • Niente più arresto e procedimento penale per coltivazione personale;
  • Niente più reclusione per qualunque condotta relativa alla cannabis, tranne lo spaccio organizzato;
  • Niente più ritiro patente per uso personale non correlato alla guida.
  • Quante firme abbiamo raccolto fino ad oggi?

    Ultimo Aggiornamento Ufficiale dal Comitato Promotore: SUPERATE LE 600.000 firme! (ore 9.23 04/10)

     

    ATTENZIONE: Il numero che appare sulla conferma di firma è il numero assegnato alla richiesta di firma ed è differente dal numero delle firme effettive registrate.

    Quanti certificati abbiamo ricevuto dai comuni?

    Siamo circa a 465.000 certificati ricevuti.

    Quando termina la raccolta firme?

    Grazie alla pressione degli attivisti, la raccolta firme termina il 30 ottobre 2021 alle ore 23.59.

    Importante firmare almeno entro il 20 ottobre, per facilitare il lavoro del Comitato Promotore.

    Come si firma?

    Per firmare vai subito su: www.referendumcannabis.it

     

     

    La piattaforma consente di firmare digitalmente il quesito referendario tramite pochi semplici passaggi.

    Una volta indicati il proprio indirizzo email e il comune di residenza, la persona che vuole sottoscrivere il quesito referendario riceve un messaggio per la conferma della sua email.

    Nella mail di conferma è possibile selezionare una delle opzioni per firmare:

     

     

    • Firmo con SPID: L’autenticazione SPID sarà utilizzata per firmare il quesito con una firma digitale.
    • Firmo con il mio dispositivo: Ho un dispositivo di firma digitale (smart card, chiavetta USB o servizio di firma digitale remota)
    • Non ho SPID o una firma digitale: Non ho SPID, CIE o un altra firma. Voglio usare il servizio TrustPro QTSP per firmare subito. 

    Non riesci a firmare?

    Entra su TELEGRAM e scrivi in questo GRUPPO il tuo problema: un attivista ti aiuterà a risolverlo!

    Gruppo Telegram di supporto: Referendum Cannabis Help Line

    Chi è il Comitato Promotore?

    Il Comitato promotore è costituito da:

    ASSOCIAZIONE LUCA COSCIONIMEGLIO LEGALEFORUM DROGHEANTIGONESOCIETÀ DELLA RAGIONE+EUROPA, POSSIBILE, RADICALI ITALIANISINISTRA ITALIANA, POTERE AL POPOLO, RIFONDAZIONE COMUNISTA, EUROPA VERDE, ARCI, DOLCE VITA, A BUON DIRITTO, COMUNITÀ DI SAN BENEDETTO AL PORTO, LEGA ITALIANA PER LA LOTTA ALL’AIDS – LILA, COALIZIONE ITALIANA PER I DIRITTI E LE LIBERTÀ CIVILI – CILD, EUMANS, VOLT ITALIA, FREEWEEDBE LEAF MAGAZINE, LACASADICANAPA, CANNABIS&CULTURA PIACENZA, SPLIFF BREAK, CANNABIS FOR FUTURE, BEAR BUSH, MADE IN CANAPA, COMITATO CICLA, ICANAPP, MONKEY WEED, GREEN PORK, ASS. CANNABISERVICE, MISS JOINT, THE HEMP CLUB MILANO, OFFICIAL FATTONE, UNITED ACTIVISTS 4FREEDOM, FATTI SEGRETI, SWEED, FATTANZA IN ABBONDANZA, KINGSTON GROW SHOP, SPINELLI D’ITALIA, CANNABIS CURA SICILIA, MANIFESTO COLLETTIVO, CBD GURGANO, CANAPASS, HEMPATIA VAPING, SINISTRA ANTICAPITALISTA, INOLTRE ALTERNATIVA PROGRESSISTA, UP SU LA TESTA, MOVIMENTO 5 GRAMMI, AGROCANAPA, CANAPAIO DUCALE PARMA, ESSEBLOG, PROSSIMA, LA CASA DEL POPOLO DI AFRAGOLA, DIEM25, 6000 SARDINE, NONNA CANAPA, ASSOCIAZIONE PER IL RINNOVAMENTO DELLA SINISTRA.

    Chi verifica poi le firme ed il quesito?

    Le richieste di referendum sono soggette un duplice controllo, il primo, di tipo meramente tecnico, da parte dell’Ufficio centrale per il referendum, organo istituito dalla Legge n. 352/1970.

     

    Al controllo svolto dall’Ufficio centrale fa quindi seguito il giudizio circa l’ammissibilità delle richieste, spettante alla Corte costituzionale così come disposto dalla L.cost n. 1 /1953, ruolo questo che va quindi ad aggiungersi a quelli già previsti all’art.134 Cost.

    Quanto tempo ci vorrà per la verifica firme una volta raggiunte e per il controllo costituzionale?

    Presso la Corte di cassazione e' costituito un ufficio centrale per il referendum, composto dai tre presidenti di sezione della Corte di cassazione piu' anziani nonche' dai tre consiglieri piu' anziani di ciascuna sezione. Il piu' anziano dei tre presidenti presiede l'ufficio e gli altri due esercitano le funzioni di vice
    presidente.
     L'Ufficio centrale per il referendum verifica che la richiesta di referendum sia conforme alle norme dell'articolo 138 della Costituzione e della legge.
     L'Ufficio centrale decide, con ordinanza, sulla legittimita' della richiesta entro 30 giorni dalla sua presentazione. Esso contesta, entro lo stesso termine, ai presentatori le eventuali irregolarita'.
    Se, in base alle deduzioni dei presentatori da depositarsi entro 5 giorni, l'Ufficio ritiene legittima la richiesta, la ammette. Entro lo stesso termine di 5 giorni, i presentatori possono dichiarare all'Ufficio che essi intendono sanare le irregolarita' contestate, ma debbono provvedervi entro il termine massimo di venti giorni dalla
    data dell'ordinanza. Entro le successive 48 ore l'Ufficio centrale si pronuncia definitivamente sulla legittimita' della richiesta.
    Per la validita' delle operazioni dell'ufficio centrale per il referendum e' sufficiente la presenza del presidente o di un vice presidente e di sedici consiglieri.

    Dopo aver raggiunto le Firme e verificato il Quesito, che cosa succede?

    Dopo il parere favorevole della Corte Costituzionale il Governo può scegliere una domenica compresa fra il 15 aprile e il 15 giugno dell’anno successivo per fissare la data di svolgimento del REFERENDUM vero e proprio, con votazione nazionale organizzata direttamente dalle Istituzioni della Repubblica Italiana.

    Si può rinviare un Referendum già programmato?

    Solo nel caso che ci siano elezioni politiche anticipate. In tal caso viene rinviato a 365 giorni dopo le elezioni.

    Si può invece annullare un Referendum già programmato?

    Se prima della data del referendum il Parlamento modifica la legge in questione non c’è più ragione che si svolga il referendum.

    Ma così i promotori del referendum vengono raggirati!

    Lo sono stati in passato, quando bastava cambiare la vecchia legge di un virgola per evitare il referendum. Da qualche anno, invece, la Corte Costituzionale ha deciso che la legge con la quale si intende evitare un referendum deve soddisfare le richieste dei promotori del referendum stesso.

     

    Chi deve decidere se le richieste dei promotori del referendum sono soddisfatte?

    Non i promotori del referendum, ovviamente, ma la Corte di Cassazione.

    Il Quesito del #ReferendumCannabis e l’applicazione sul DPR 309/90

    Il quesito referendario riferito al Testo Unico in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, di cui al d.P.R. 309/1990, è stato formulato con il duplice intento di intervenire sia sul piano della rilevanza penale sia su quello delle sanzioni amministrative di una serie di condotte in materia di droghe.

     

    In primo luogo si propone di depenalizzare la condotta di coltivazione di qualsiasi sostanza (pianta)* intervenendo sulla disposizione di cui all’art. 73, comma 1, e di eliminare la pena detentiva per qualsiasi condotta illecita relativa alla Cannabis, con eccezione della associazione finalizzata al traffico illecito di cui all’art. 74, intervenendo sul 73, comma 4. 

     

    Sul piano amministrativo, infine, il quesito propone di eliminare la sanzione della sospensione della patente di guida e del certificato di idoneità alla guida di ciclomotori attualmente destinata a tutte le condotte finalizzate all’uso personale di qualsiasi sostanza stupefacente o psicotropa, intervenendo sull’art. 75, comma 1, lettera a).

     

     

    *si mantengono le condotte di detenzione, produzione e fabbricazione di tutte le sostanze che possono essere applicate per le condotte diverse dall’uso personale.

     

     

     

    IL QUESITO DEPOSITATO

    “Volete voi che sia abrogato il Decreto del Presidente della Repubblica del 9 ottobre 1990, n. 309,  avente ad oggetto “Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza“, limitatamente alle seguenti parti:

    Articolo 73, comma 1, limitatamente all’inciso “coltiva”;

    Articolo 73, comma 4, limitatamente alle parole “la reclusione da due a 6 anni e”;

    Articolo 75, limitatamente alle parole “a) sospensione della patente di guida, del certificato di abilitazione professionale per la guida di motoveicoli e del certificato di idoneità alla guida di ciclomotori o divieto di conseguirli per un periodo fino a tre anni;”?”

     

    ANALISI DEL QUESITO SUL DPR 309/90

    Art. 73 attuale (in verde le parti che si abrogherebbero)
    Produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope

     

    Comma 1: Chiunque, senza l’autorizzazione di cui all’articolo 17, coltiva, produce, fabbrica, estrae, raffina, vende, offre o mette in vendita, cede, distribuisce, commercia, trasporta, procura ad altri, invia, passa o spedisce in transito, consegna per qualunque scopo sostanze stupefacenti o psicotrope di cui alla tabella I prevista dall’articolo 14, e’ punito con la reclusione da sei a venti anni e con la multa da euro 26.000 a euro 260.000.

     

    Il comma 4 attuale era stato sostituito dall’art. 4-bis, co. 1, lett. f), D.L. 30 dicembre 2005, n. 272, convertito in legge, con modificazioni, dalla L. 21 febbraio 2006, n. 49 e poi riscritto dall’art. 10, comma 1, lett. s), L. 15 marzo 2010, n. 38.  

     

    La Corte costituzionale, con sentenza 12-25 febbraio 2014, n. 32 (Gazz. Uff. 5 marzo 2014, n. 11 – Prima serie speciale), ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del suddetto art. 4-bis, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272.

     

    Ecco il testo del comma 4 nella formulazione anteriore alla sostituzione incostituzionale:

     

    Comma 4: Se taluno dei fatti previsti dai commi 1, 2 e 3 riguarda sostanze stupefacenti o psicotrope di cui alle tabelle II e IV previste dall’articolo 14, si applicano la reclusione da due a sei anni e la multa da euro 5.164 (lire dieci milioni) a euro 77.468 (lire centocinquanta milioni).

     

    Art. 75. attuale (in verde le parti che si abrogherebbero)
    Condotte integranti illeciti amministrativi

     

     

    Comma 1: Chiunque, per farne uso personale, illecitamente importa, esporta, acquista, riceve a qualsiasi titolo o comunque detiene sostanze stupefacenti o psicotrope è sottoposto, per un periodo da due mesi a un anno, se si tratta di sostanze stupefacenti o psicotrope comprese nelle tabelle I e III previste dall’articolo 14, e per un periodo da uno a tre mesi, se si tratta di sostanze stupefacenti o psicotrope comprese nelle tabelle II e IV previste dallo stesso articolo, a una o più delle seguenti sanzioni amministrative:

    a)  sospensione della patente di guida, del certificato di abilitazione professionale per la guida di motoveicoli e del certificato di idoneità alla guida di ciclomotori o divieto di conseguirli per un periodo fino a tre anni;

    b) sospensione della licenza di porto d’armi o divieto di conseguirla;

    c) sospensione del passaporto e di ogni altro documento equipollente o divieto di conseguirli;

    d) sospensione del permesso di soggiorno per motivi di turismo o divieto di conseguirlo se cittadino extracomunitario.

    Impatti del quesito (e del Referendum) sulla legge

    Abrogando la parte “coltiva” dal comma 1 dell’art.73 si apre alla depenalizzazione della coltivazione personale di cannabis, che rimarrebbe soggetta a sanzione amministrativa ma senza ritiro patente (come da modifica proposta dell’articolo 75, dove si toglierebbe solo il paragrafo a, lasciando in vigore le altre sanzioni, al fine di ammissibilità costituzionale).

     

    Non si aprirebbe in alcun modo all’uso di altre sostanze, poichè il testo dell’art 73 rimarrebbe comunque con le parole “estrae, raffina, ecc” che contemplano dunque le “altre sostanze” che non necessitano della “sola coltivazione” per la produzione di stupefacente.

    Il comma 4 interviene solo sulle sostanze della tabella II, quindi la cannabis, togliendo la reclusione ma lasciando la sanzione amministrativa, come già detto.

    MAPPA DEGLI INFO-POINT SUL REFERENDUM: BANCHETTI SUL TERRITORIO
    • 03 ottobre 2021: Roma, Playground Scalo San Lorenzo, dalle 17.00 alle 23.00
    • 28 settembre 2021: Roma, Piazza Montecitorio, dalle 18.00 alle 24.00
    • 28 settembre 2021: Milano, Piazza Affari, dalle 15.00 alle 17.00
    • 25 settembre 2021: Messina, in Piazza Cairoli, dalle 17.00 alle 19.00
    • 25 settembre 2021: Gravellona Toca, in Corso Marconi, 46, dalle 16.00 alle 19.00

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